Ricerche catastali
Il servizio di consultazione dei catasti nell’apposita sala è erogato su appuntamento, dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 12. Per prenotare l’accesso telefonare al n. 075/5724403.
È generalmente utile per la ricerca partire dalla mappa del Catasto attuale, centrata sulla particella di interesse, scaricabile gratuitamente, in formato PDF, dal sito dell’Agenzia delle Entrate. Accedere tramite SPID/CIE/CNS e selezionare il servizio “Visura catastale online”, quindi cercare per immobile inserendo Ufficio, Comune, numeri di foglio e di particella attuali, quindi “Visura mappa” e infine “Visualizza”.
Il personale dell’Istituto mette a disposizione degli utenti la propria conoscenza dei fondi catastali e l’esperienza maturata nel servizio di sala. Si ricorda tuttavia che, data la natura tecnica di questo tipo di documentazione, i funzionari e/o gli assistenti non possono sostituirsi ai professionisti nella conduzione di ricerche o nella soluzione di problemi che hanno a loro volta natura squisitamente tecnica. Non si effettuano ricerche catastali per corrispondenza.
Guida alle ricerche
L’Archivio di Stato di Perugia conserva i catasti prodotti in varie epoche e relativi al territorio compreso nell’attuale provincia di Perugia.
- Catasti del Comune di Perugia (secc. XIV-XVIII), di natura descrittiva;
- Catasto Chiesa (1734), geometrico-particellare, relativo al Comune di Perugia e contado;
- Catasto Tiroli (1755-1756), geometrico-particellare, relativo al territorio del Chiugi;
- Catasto Fontana (1762-1778), geometrico-particellare, relativo al territorio di Valfabbrica;
- Catasto piano (1797), di natura descrittiva;
- Catasto gregoriano (1816-1859), geometrico-particellare;
- Cessato catasto italiano terreni (1859-1953), geometrico-particellare;
- Cessato catasto italiano fabbricati (1877-1960), geometrico-particellare.
Catasti del Comune
Si tratta di un’importantissima raccolta censuaria del Comune di Perugia che va dal XIV secolo al 1777 e che risulta divisa in tre gruppi in base a un criterio cronologico: I gruppo (XIV sec. – 1489), II gruppo (1489-1605), III gruppo (1605 – XVIII sec.).
Realizzato su iniziativa del Comune di Perugia e quindi relativo ai soli territori di città e contado, si basa sul sistema delle assegne, in cui i singoli proprietari dichiaravano agli ufficiali del Comune l’elenco dei terreni e degli edifici posseduti, fornendone una descrizione sommaria e indicandone il valore. I registri sono stati interamente digitalizzati e indicizzati e sono al momento consultabili on line dalle pagine del vecchio sito dell’Istituto.
I catasti medievali e della prima età moderna non comprendono mappe o rappresentazioni grafiche del territorio.
Catasto Chiesa
Realizzato dal geometra bolognese Andrea Chiesa su incarico del Comune di Perugia ed entrato in vigore nel 1734, fu uno dei primi catasti geometrico-particellari d’Italia. Superando il sistema tradizionale delle assegne giurate, il territorio venne integralmente misurato dai tecnici e se ne realizzò la trasposizione su mappa; alla documentazione descrittiva tradizionale si affiancava, per la prima volta per il territorio di Perugia, la rappresentazione grafica dei terreni. La documentazione conservata presso l’Archivio di Stato di Perugia, pur molto ricca, è in realtà solo una parte del corpus originario; essa comprende 168 mappe originali, 81 mappe ridotte, 47 brogliardi, 81 libri catastali, 133 rubricelle (contenenti una sintesi dei dati contenuti nei libri), 19 rubricelloni, recanti la somma totale dell’estimo di ciascun allibrato, nonché i successivi aggiornamenti.
La serie dei libri catastali è organizzata secondo la tradizionale ripartizione amministrativa in cinque “porte” della città e del contado; va tenuto presente che i libri contengono, per ogni “porta”, le partite catastali dei proprietari che risiedono in quel rione; la situazione è opposta solo nei brogliardi, redatti contemporaneamente alle mappe, nei quali sono elencate in ordine numerico le particelle catastali esistenti in un certo territorio. Le mappe riportano la divisione particellare; sulla particella stessa è indicato il nome del proprietario, il vocabolo, il tipo di coltura, la misura (tutti dati che si ritrovano anche nella documentazione descrittiva, che affianca le mappe).
Catasto Tiroli
Realizzato dagli agrimensori Giuseppe Emanuele e Francesco Tiroli su incarico della Comunità di Castiglione del Lago e completato nel 1755-1756, comprende dieci mappe, basate sulla divisione amministrativa del territorio in altrettante “Poste”, conservate oggi presso l’Archivio di Stato di Roma: le copie di sette di queste dieci mappe sono conservate presso l’Archivio di Stato di Perugia, unitamente a una serie di undici rubricelloni.
Catasto Fontana
Realizzato dal perito Giovanni Antonio Fontana fra il 1762 e il 1778 e relativo al territorio di Valfabbrica, comprende sette mappe conservate a Perugia e un libro mastro catastale del 1762, conservato invece nella Sezione di Archivio di Stato di Gubbio.
Catasto “piano”
Attivato nel 1797, prende il nome dal pontefice Pio VI. Nonostante che ormai dovunque si adottassero catasti geometrico-particellari, il “piano” è ancora un catasto “terreni” descrittivo, basato sulle assegne giurate; dove esistevano mappe catastali precedenti, come a Perugia, il catasto “piano” fece riferimento a esse. L’Archivio di Stato di Perugia conserva i registri del catasto “piano” relativi a Perugia e al territorio del suo antico “contado”: 147 registri catastali e 2 rubricelle; i registri relativi a Spoleto e suo territorio si trovano presso la Sezione di Archivio di Stato di Spoleto.
Catasto gregoriano e Catasto terreni del Regno d’Italia
Ordinato da Pio VII nel 1816 ma entrato in vigore solo nel 1835, sotto Gregorio XVI (da cui il nome), si trattava di un catasto generale, non più descrittivo, né formato sul metodo tradizionale delle assegne; come il catasto “napoleonico”, fu un catasto a misura e stima, geometrico-particellare e realizzato adottando il sistema metrico decimale. Inoltre, fu il primo catasto pontificio relativo anche ai beni urbani e non più soltanto ai terreni.
L’Archivio di Stato di Perugia conserva le seguenti serie:
- Mappe
Mappe divise in fogli rettangoli dei Comuni e dei loro territori, divisi per Distretto. Per unire i vari rettangoli e ricomporre la mappa intera va consultato il Modello per l’unione dei fogli rettangoli; tale foglio riporta anche il meridiano, l’orientamento magnetico, la scala (1:2000), l’indicazione della Provincia, della Delegazione, del Comune e del territorio di appartenenza. Come unità di misura è adottato il sistema metrico decimale. Ogni appezzamento di terra è delimitato con una linea continua e contraddistinto da un numero in nero, mentre i luoghi regi, sacri e religiosi, le fortificazioni, le piazze e altri luoghi pubblici sono contrassegnati da lettere. I fiumi e i fossi sono colorati in celeste, in verde gli spazi coltivati o i giardini, i fabbricati sono in rosa e le loro pertinenze sono evidenziate con un segno grafico di legatura. Le strade sono segnate con linea tratteggiata e colorate in marrone chiaro.
Le mappe conservate presso l’Archivio di Stato di Perugia sono copie non datate (ma coeve) degli originali che si trovavano presso la Presidenza generale del Censo dello Stato pontificio e che oggi sono conservate presso l’Archivio di Stato di Roma.
- Brogliardi
Registri che riportano, per ogni singolo mappale del territorio, il proprietario, il vocabolo, la tipologia di coltivazione, l’estensione e l’estimo.
Il Catasto gregoriano entrò in funzione nel 1835; quasi subito, però, iniziò un complesso lavoro di revisione degli estimi, che portò alla redazione di nuove serie di registri, le referte e le matrici, inaugurate nel 1859:
- Referta
Registro che, per ciascuna zona in cui è diviso il territorio del Comune (o della frazione se questa ha dimensioni tali da avere un catasto a sé stante), riporta in ordine l’elenco dei numeri di particelle segnati sulla mappa corrispondente e a fianco il numero che identifica il nome del relativo proprietario.
- Matrice
Registri che contengono, in ordine alfabetico e numerati a partire da 1, i nomi dei proprietari delle particelle al momento dell’impianto del catasto (1859): a ciascuno di essi corrisponde il numero che si trova sulla Referta.
Spesso, per i Comuni o le località più piccole, Referta e Matrice sono riunite in un unico registro (oppure la Referta è unita al primo volume della Matrice).
Con il Regno d’Italia, le serie di registri si arricchirono di:
- Mutazioni o Trasporti
Registri che riportano, in sequenza numerica, sulle due facciate di sinistra e destra affrontate, rispettivamente i successivi incrementi o decrementi di proprietà dei nominativi presenti nella Matrice e dei loro successori.
- Catastini o Revisioni del 1925
Registri che fotografano la situazione catastale in un momento preciso nel tempo, appunto all'epoca della revisione effettuata nel 1925, con, in ord. alfabetico, gli elenchi dei proprietari con le relative proprietà a quella data.
- Matricole dei possessori
Registri che contengono i nominativi dei proprietari e/o possessori a vario titolo per il periodo compreso tra la Revisione dell'anno 1925 e l'entrata in vigore del Catasto nuovo nel 1956.
Per saperne di più, e per l’indicazione più dettagliata del patrimonio conservato nelle varie Sezioni, vedi Archivio di Stato di Perugia. I documenti dei catasti realizzati fra XVIII e XIX secolo (PDF).
Catasto fabbricati
Si conservano, in modo non continuo e non completo, alcuni registri del catasto “gregoriano” fabbricati, relativamente ai distretti di Perugia e di Spoleto; sono inoltre presenti le matricole possessori e i registri catastali appartenenti al catasto generale dei fabbricati del Regno d’Italia, disposto tra 1865 e 1870 e regolamentato nel 1871. Questi strumenti si riferiscono al periodo compreso fra il 1877, data in cui quel catasto fu attivato, e il 1960, e documentano la revisione generale del 1890 e periodici aggiornamenti. La documentazione è di tipo descrittivo: infatti non furono realizzate nuove mappe catastali, ma si procedette con aggiornamenti delle mappe del “gregoriano”: per quasi tutti i centri urbani venne redatto un aggiornamento in scala 1:1000.
Come detto, a differenza dei catasti dedicati ai terreni, la documentazione relativa al Catasto fabbricati conservata presso l’Archivio di Stato di Perugia è fortemente lacunosa; mancano inoltre il prontuario dei numeri di mappa e il sommarione. La consultazione del sommarione forniva, per ogni fabbricato, l’indicazione della via e del numero civico, del numero di mappa, della destinazione del fabbricato stesso, del numero dei piani e dei vani per ciascun “piano”, del reddito imponibile.
Bibliografia
- M.G. Bistoni, P. Monacchia, I catasti medioevali del Comune di Perugia e la loro conservazione, in «Archivi per la storia», Anno VIII, n. 1-2, gennaio-dicembre 1995, pp. 13-38.
- V. Vita Spagnuolo, I catasti generali dello Stato Pontificio, in «Archivi per la storia», Anno VIII, n. 1-2, gennaio-dicembre 1995, pp. 163-176.
- D. Sinisi, Catasti settecenteschi prima del catasto piano: catasti locali, geometrico-particellari e indirizzi politici dell’amministrazione centrale in materia catastale, in «Archivi per la storia», Anno VIII, n. 1-2, gennaio-dicembre 1995, pp. 177-192.
- R. Chiacchella, I catasti dell’età moderna a Perugia, in «Archivi per la storia», Anno VIII, n. 1-2, gennaio-dicembre 1995, pp. 193-216.
- E. Arioti, Catasti geometrico-particellari nello Stato ecclesiastico: i «metodi» Salviati e Merlini e la loro applicazione nel territorio di Gubbio, in «Archivi per la storia», Anno VIII, n. 1-2, gennaio-dicembre 1995, pp. 217-250.
- C. Del Giudice, L. Di Sano, Forma urbana: le fonti catastali. Introduzione, in Fonti per la storia urbana dell’Umbria nell’Ottocento, a cura di C. Cutini, A. Grohmann, Perugia, Deputazione di storia patria per l’Umbria, 2000 (Appendici al Bollettino, 16).
Ultimo aggiornamento: 29/06/2026
