Sezione di Archivio di Stato di Gubbio
Profilo storico e sede
La Sezione di Archivio di Stato di Gubbio venne istituita, come Sottosezione di Archivio di Stato, con D.M. 25 giugno 1957, su richiesta del Comune di Gubbio, in seguito a delibera del Consiglio Comunale del 20 dicembre 1956.
Il Comune di Gubbio e il nuovo Istituto
L'iniziativa di promuovere la fondazione dell'Istituto partì dal Comune di Gubbio, che se ne assunse anche gli oneri. La relativa delibera stabiliva infatti di inoltrare richiesta di istituzione al Ministero dell'Interno e di destinare alla Sottosezione i locali siti al secondo piano del palazzo del Podestà adibiti a uso dell'archivio storico, con riserva di trasferire la sede nel palazzo Ducale, non appena questo fosse divenuto agibile. A carico del Comune sarebbe stata in via continuativa dal 1 gennaio 1957 anche la spesa per il personale e per la manutenzione e il funzionamento della sede. L'Amministrazione archivistica fornì alla Sottosezione le scaffalature metalliche; il direttore della Sottosezione fu nominato e stipendiato dal Comune.
La Sezione di Archivio di Stato
In seguito al D.P.R. 30 settembre 1963, n. 1409, che stabilì l'abolizione delle Sottosezioni e l'istituzione di 40 Sezioni di Archivio di Stato, con D.M. 31 marzo 1965, la Sottosezione di Gubbio veniva trasformata in Sezione dell'Archivio di Stato di Perugia.
Nel passaggio da questa fase iniziale, che aveva visto il Comune di Gubbio protagonista, a quella successiva, in cui sarebbe stato il Ministero dell'Interno a provvedere alle necessità della Sezione, ci si preoccupò di garantire la continuità del servizio archivistico; infatti il Comune disponeva che nel bilancio preventivo 1966 fosse ancora previsto lo stanziamento per il personale della Sezione, in quanto il Ministero dell'Interno non aveva ancora disposto nulla riguardo al personale.
La prima sede dell'Istituto
Nel 1966 cominciarono ripetuti contatti per iniziare i lavori di adeguamento di una parte di palazzo Ducale al fine di trasferirvi la sede della Sezione, e nel gennaio 1968 venne redatto il verbale di consegna all'amministrazione archivistica dei locali situati al primo piano del palazzo. Negli anni successivi furono condotti lavori di adeguamento, ma vennero anche concluse intese tra l'Ufficio Centrale per i Beni Archivistici e l'Ufficio Centrale per i Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici per l'utilizzazione dell'intero complesso di palazzo Ducale, da parte della allora Soprintendenza per i BB.AA.AA.AA.SS. di Perugia, per le raccolte museali esistenti nella città di Gubbio.
Gli anni a S. Francesco e la sede attuale a San Secondo
Vista l'urgenza di trovare una sistemazione alla Sezione, veniva in seguito individuata a tal fine una porzione del complesso conventuale dei padri Minori di S. Francesco, nella quale sono stati successivamente condotti lavori per adibire i locali a nuova sede della Sezione. Il trasferimento fu completato nel 1999: così, dopo tanti anni di permanenza nelle monumentali sale del palazzo comunale - purtroppo inadatte alle esigenze di una ottimale conservazione del materiale e soprattutto a quelle indispensabili per consentirne al meglio la fruizione - dopo il progetto non realizzato di trovare una sede prestigiosa a palazzo Ducale, il complesso di San Francesco, anche grazie alla disponibilità dell’Amministrazione del Fondo per gli Edifici di Culto e della comunità dei padri Minori, iniziava a ospitare, nei suoi spazi così idealmente proiettati verso il colle della basilica di Sant’Ubaldo, l'importante Istituto culturale cittadino.
Nel 2026, infine, la Sezione si è spostata nella nuova sede, ospite dei Canonici regolari della Chiesa di San Secondo, in una struttura che mantiene il fascino dell'antichissimo complesso ma è anche dotata di impianti e tecnologie all'avanguardia per la conservazione di archivi.
Patrimonio
Il patrimonio della Sezione di Gubbio si è costituito a partire dai due nuclei documentari che erano conservati presso la biblioteca comunale: l'archivio del Comune di Gubbio e la raccolta Armanni.
Archivio del Comune e raccolta Armanni
Del primo fa parte in primo luogo l’archivio Diplomatico (1141-1760), comprendente diplomi imperiali di protezione e di concessione emanati rispettivamente da Federico I, Enrico VI, Ottone IV, fino a un diploma di Federico II, datum per mano di Pier delle Vigne nel maggio 1248; è inoltre conservato il documento pontificio di canonizzazione del vescovo di Gubbio, Ubaldo, emanato da Celestino III, il 5 marzo 1192. Fra le serie più preziose meritano un cenno: gli Statuti, gli Ordinamenti, i Capitoli (secoli XIV-XVII), al cui interno si conserva lo statuto del Comune e del Popolo di Gubbio del 1338, in copia autentica datata 1371; le Riformanze (1226-1815); il Carteggio amministrativo, articolato in quattro gruppi, dal XIV al XX secolo; i Catasti antichi (1653-1835), di cui fa parte la documentazione del primo catasto geometrico-particellare del territorio di Gubbio (1768), opera del geometra bolognese Giuseppe Maria Ghelli (27 mappe e 48 brogliardi).
È celebre e preziosa la raccolta di manoscritti realizzata nel secolo XVII dal letterato e storico eugubino Vincenzo Armanni, poi via via incrementata nel corso dei secoli fino ad accogliere praticamente tutti i manoscritti acquisiti dalle biblioteche cittadine. Donata nel 1684 alla Biblioteca Sperelliana, poi biblioteca comunale, nei primi anni del Novecento la raccolta Armanni venne trasferita, in considerazione del suo rilievo per la storia della città, nella stessa sede dell’archivio comunale. Concepita dal suo stesso autore come “tesoro” di carte e perciò come una raccolta ibrida di manoscritti di natura documentaria e libraria, essa conserva un ricco fondo pergamenaceo, memorie e cronache di storia della città e di storia di alcune grandi famiglie, opere di carattere letterario e scientifico; nel fondo confluirono anche pezzi documentari acquisiti dal Comune o donati da famiglie della città.
Corporazioni religiose soppresse
Fanno parte del patrimonio documentario della Sezione anche gli archivi delle Corporazioni religiose soppresse, provenienti da conventi e monasteri di Gubbio e del suo territorio (secoli XIII-XIX). Una particolare segnalazione merita la serie dei Corali (XIII-XVI secolo), libri liturgici miniati e decorati, provenienti dalle chiese di S. Domenico e di S. Pietro di Gubbio.
Archivio della Congregazione di carità
Consistente la documentazione che costituisce l’archivio delle Istituzioni di assistenza e beneficenza, cui si è aggiunto nel 1999 un ulteriore nucleo documentario, proveniente dall'ospedale di Gubbio (secc. XIV-XIX).
Archivi dei notai
L’archivio notarile (1314-1936) contiene gli atti dei notai del Mandamento di Gubbio, comprendente i territori dei Comuni di Gubbio, Scheggia e Pascelupo, Costacciaro e Pietralunga.
A seguito degli eventi sismici del 1997, è conservato presso la Sezione di Gubbio anche l'archivio notarile di Nocera Umbra (1134 protocolli, 1403-1924).
Catasti
Provengono dall’Ufficio distrettuale delle imposte dirette di Gubbio i registri e le mappe del Catasto Gregoriano (1835-1956), del Nuovo catasto terreni (1955-1978) e del Nuovo catasto edilizio urbano (1962-1977).
Archivi familiari
Si segnalano le carte dei conti Della Porta (secoli XV-XX), famiglia originaria di Modena, trasferitasi a Gubbio nel 1516 con Gianmaria, al seguito del duca d’Urbino Francesco Maria della Rovere, al servizio del quale ricoprì importanti incarichi. La famiglia acquisì tra XVI e XVIII secolo i feudi di Frontone, Biscina e Carpini situati rispettivamente tra Pergola e Sassoferrato, tra Gubbio e Perugia, tra Pietralunga e Montone, dei quali conservò la giurisdizione feudale fino al periodo napoleonico.
Ultimo aggiornamento: 21/06/2026
